|
Ritratto
dell'Artista
da Cucciolo
di Foca
 
Fin
da bambino ho sempre amato immaginare Storie...
Inizialmente,
la mia fervida Fantasia si applicò sui Giocattoli.
Se siete nati fra il 1970 e i primi anni '90, o avete avuto figli in quel
periodo, sicuramente avrete capito di quali giocattoli parlo: Master of
the Universe, Transformers, Cavalieri dello Zodiaco, Tartarughe Ninja,
Lego e soldatini, robot e pupazzi di ogni fattezza e colore.
Anni
dopo - sono nato nel 1981 - arrivarono i primi videogames: ma non erano
nulla di simile a quello che circola oggi... Erano goffi insiemi di
quadratini di pochi colori, con storie banali e insipide. Dopo qualche
anno migliorarono, sì, ma erano comunque avventure che con 200 lire e
massimo due ore di tempo riuscivi a terminare.
E
poi tutti in giardino, a giocare all'aperto, correre con la bicicletta o,
se il tempo era brutto o avevi un amichetto di fianco, a creare storie coi
Giocattoli succitati. I videogiochi non ci avevano ancora dato alla testa,
né avevano assorbito tutta la nostra fantasia.
Se
avevi un grosso tavolo rotondo di pietra sotto un albero di ampie fronde,
come in giardino da mia Nonna, avevi Camelot o Eternia o qualsiasi
Vattelapesca di mondo volessi visitare. E qualsiasi pupetto avesse almeno
una mano e una testa e un qualche oggetto simile a un'arma (anche solo un
rametto, lo stecco del Mottarello o il pugno plastico del pupetto stesso)
poteva diventare qualsiasi altro mitico personaggio o eroe. Perchè erano
le gesta che compiva, e non il suo equipaggiamento, a renderlo un eroe: e
gli effetti speciali, le luci, le esplosioni, la Magia di Fulmini e Laser,
di fumo e oscurità... Quella ce la mettevi Tu.
Certo...
C'era la TV e c'era Bim Bum Bam. Ma i Cartoni
di allora non avevano nulla a che vedere con quelli di oggi, anche se
persino quelli di oggi sono belli, nonostante molti non siano affatto
cartoni animati - cioè, come dice e riassume il nome, pezzi di albero
lavorato su cui un umano ha rappresentato con vernice qualcosa cui ha dato
vita con rapidi movimenti in successione - ma siano videogames di cui sei
mero spettatore...
E
c'erano i Fumetti e potevi Disegnare,
che allora lo facevi davvero: ci passavi ore con una matita Giotto in
mano, guardando il ragazzino sulla scatola che ritraeva una pecora su una
roccia e ti sentivi come lui. Sentivi che la tua era Arte. E se
facevi due più due - che a Scuola ancora ti insegnavano cosa
voleva dire e tu cercavi di impararlo perchè ci credevi che fosse
importante, perchè speravi davvero di trovare un lavoro comodo che ti
desse uno stipendio decente da grande, come un po' quello che facevano Mamma e
Papà... Perchè avevi sentito quanto era stata dura per i Nonni,
che si erano spaccati la schiena per qualche soldo durante la Guerra,
quella VERA, quella Mondiale, non quella dei Videogiochi o di Rambo... -
Se
facevi due più due... Dicevo... Capivi che Pantone,
sommato a Disegno, sommato a Voglia-di-creare-Storie, faceva Fumetto:
quelli che leggevi e che provavi a disegnare, con vignette storte, zero
prospettiva - ché fino a pochi anni prima il cielo era una striscia blu
in alto e la terra una verde o marrone in basso - e baloon troppo stretti
per quelle quattro parole di discorso che riuscivi a racimolare.
Allora
provavi anche a scrivere Storie: Poesie, Racconti, e Romanzi, che
illustravi con i Giotto e la polverina e la colla, e per cui un quaderno
ti bastava mille e mille volte.
Durante
il liceo ho iniziato a scrivere con Word: e non me ne importa se
Bill Gates frega il Mondo, limita la concorrenza e fa programmi scadenti,
ché Linux e FireFox sono meglio e cavolate varie... Ché da ragazzo ti
trovavi Word nel PC, e ringraziavi di avere quelli e ringraziavi di
avere un correttore di errori, la possibilità di scrivere e stampare
anche 20 copie di quello che avevi scritto, di farlo leggere in giro e che
fosse elegante da vedere, quasi come un vero libro e non un quaderno
scritto a Bic pieno di scarabocchi e cancellature.
Ho
continuato a scrivere e, durante l'Università,
mentre studiavo Giurisprudenza - o meglio cazzeggiavo per i bar
dell'università in cerca di quelle ragazze vere che ancora ti spezzavano
il cuore, mentre Amici e Grande Fratello erano ancora un inconveniente che
pensavi sarebbe passati presto - ho migliorato il mio stile, iniziando a
leggere molto: la roba che piaceva a me, non quelle pizze che ti danno a
scuola perchè sono arte e DEVI leggerle, ma Tolkien, Poe, Lovecraft e
altra roba che DEVI leggere perchè merita davvero, perchè è bella e
perchè ne parli con gli amici davanti a una birra, una pigra sera
autunnale. Anche se, a dire il vero, devo ammettere che Poe me lo aveva
consigliato la mia prof. delle medie, insieme ad altra roba fantasy e
altre cosette, ché aveva capito che non ero svogliato, ma che
semplicemente molta roba mi faceva schifo ed era noiosa, ma l'importante,
perchè imparassi a scrivere e parlare era che qualcosa leggessi. Che non
fossero solo i fumetti dell'Uomo Ragno o Kenshiro o Topolino o Pazienza...
E devo anche dire che ringrazio la mia prof. del ginnasio, che era pure
una scrittrice, per avermi insegnato che esistono gli incisi, ed altri 600
trucchetti che mi sono tornati utili. Ed il prof. del Liceo e...e...e...
Ma
andiamo avanti. Sempre durante l'Università scopro che non sono
sufficientemente bravo a disegnare da fare il Fumettista: me lo dice
Giorgio Cavazzano, e - beh, cavolo - di lui mi fido! Peccato, perchè
avevo fatto anche un corso della scuola Umpty Dumpty dei Kappa Boys,
con Vanna Vinci e Giovanni Mattioli... Ma "continua a scrivere",
mi era stato detto, "che sei bravo".
Così
continuo a scrivere, mando un po' di roba in giro, finché Ugo Malaguti
e la Perseo Libri non mi dicono - finalmente - che gli piace quello
che ho scritto e che mi pubblicano qualcosa.
E
così arriviamo a oggi, periodo in cui esercito la professione forense a
Bologna - che qualcosa per vivere devi pur farlo, di soli sogni non campi -
e continuo a scrivere. E se siete arrivati qui, se state leggendo queste
righe, forse qualcosa avete già gustato e magari vi è anche piaciuto.
Grazie,
Pellegrino, che qui sei giunto in visita, nel tuo girovagare. E se sei
curioso di sapere qualcosa delle mie "opere", visita la pagina My
Works. :-)
|
|
|