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Contiene
il mio racconto di Fantastico: "La
grande glaciazione (pagg.
da 215 a 219).
Editoriale:
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Un altro numero kolossal di Futuro Europa,
addirittura con venti pezzi narrativi e dieci saggistici, per un
totale di trenta, cifra record per la rivista-libro. Numero uscito
con ritardo, per le vicende legate alla ricostituzione della
Perseo, uscita vittoriosa da una di quelle battaglie editoriali
che avrebbero fatto tremare i polsi e alzare la bandiera della
resa a forze ben superiori alla nostra. Ma quando si lavora
seguendo la passione e l'amore per una letteratura, e noi amiamo
la fantascienza, e credendo con fermezza in qualche ideale, e noi
crediamo nel valore della fantascienza europea, riteniamo che in
questo momento essa rappresenti un completamento (e a volte
un'alternativa) validissima alle fantascienza più antiche e
tradizionali, prigioniere oggi delle reti commerciali e della
mercificazione della produzione letteraria che possono portare
dollari facili (e neanche questo è vero per la stragrande
maggioranza di chi segue l'illusione di sfondare in mercati
commerciali sempre più chiusi, costruiti e bloccati) ma tolgono
creatività, forza, originalità. Doti che i nostri scrittori, e
per nostri intendo quelli che vivono e lavorano nella vecchia
Europa, crocevia di culture diverse e antiche, ma anche
laboratorio dei fermenti più innovativi e originali del nostro
tempo, possiedono in grande quantità.
Anche in questo numero dobbiamo cominciare con delle scuse, che
comprendono anche la difficile selezione dell'altrettanto
ponderoso e cospicuo Futuro Europa n. 48 che esce insieme a
questo (con altre 320 fittissime pagine): gli editors hanno
accettato e predisposto numerosi pezzi, tra i quali vorremmo
segnalare un brillante e originale pastiche di Andrea Coco
sui ristoranti dell'universo, la presentazione di un autore nuovo
per queste pagine, Bruno Lazzari, con un trittico spaziale di
notevole spessore, l'ultima fatica di Alessandro Fambrini, il
cineracconto molto atteso de L'astronave atomica del dottor
Quatermass: questi, e altri, slittano anche in questo caso al
numero 49 (anche se il bravo Coco è comunque presente nel
prossimo numero con una vivacissima interpretazione del mondo dei
videogiochi).
Una corposa discussione con il grande catalogatore delle
fantascienze universali, Ernesto Vegetti, ha invece portato a un
cambiamento nei programmi "bibliografici" che ci sembra
più utile e ragionevole di quanto avessimo ipotizzato. Il famoso Catalogo
Completo di Futuro Europa, dal numero 27 in poi, avrebbe
dovuto comparire in questo numero. E nessuno sospetti
l'impareggiabile Vegetti di essere stato poco puntuale o
addirittura in ritardo: questo non accade mai. Discutendo tra noi,
invece, ci siamo posti alcuni problemi. I numeri arretrati di
Futuro Europa sono ormai quasi tutti in esaurimento. Ormai dei
numeri 1, 2 e 3, non ci sono più copie di riserva, e chi li
desidera è costretto a complicate ricerche presso il
frequentemente esoso e comunque mai facile mercato dei
collezionisti e dell'usato. Il numero 26, quello che ospitò il
catalogo completo dei primi ventisei numeri, sta seguendo questo
destino e presto non sarà più accessibile ai nuovi appassionati
che, a legioni, si stanno avvicinando alla rivista.
Per di più, tra qualche mese, Futuro Europa è attesa da
un appuntamento a dir poco storico: il cinquantesimo numero.
Pensare, tenendo tra le mani questo volume, a cosa significa per
una fantascienza nazionale aver dato vita e mantenuto in essere
una collana che deliberatamente esclude la fantascienza
angloamericana, e aver raggiunto un obiettivo come i cinquanta
volumi (che significano circa 12.000 fittissime pagine di
racconti, romanzi, articoli, documentazioni) fa immediatamente
comprendere come il cinquantesimo volume debba essere un evento a
un tempo celebrativo e innovativo, un capitolo fondamentale nella
storia della rivista.
Bene. A noi gli eventi piacciono molto (anche perché spesso sono
l'occasione per festeggiare, e festeggiare significa allegre
riunioni di amici e amiche intorno a un tavolo imbandito e ricco
di preziose bottiglie di quelle che il sempre amato Giles Habibula
avrebbe definito "nettare prezioso" - e autori e critici
di Futuro Europa magari a volte non sono eccezionali nelle
tematiche fantascientifiche, ma quando si tratta di buona tavola e
buone bevute sono infallibili) e così il cinquantesimo numero di Futuro
Europa deve essere adeguatamente solennizzato.
Per farlo abbiamo in programma un supervolume di circa 400 pagine,
320 delle quali destinate a ospitare le nuove opere dei migliori
autori apparsi su questa rivista nella sua storia - il guanto di
sfida è stato lanciato, gli autori hanno qualche mese a
disposizione per scrivere il loro capolavoro e destinarlo a Futuro
50 - e 80, pagina più o pagina meno, a ospitare il Catalogo
Completo di Futuro, contenente cioè tutte le
opere narrative e saggistiche apparse nei cinquanta primi volumi
della pubblicazione, e anche nei leggendari numeri della vecchia Futuro
degli anni '60, quella fondata da Lino Aldani che ne tiene ancora
saldamente il timone.
Così il cinquantesimo volume di Futuro non sarà soltanto
un evento letterario di prim'ordine, ma anche un evento
bibliografico prezioso per tutti coloro che vogliono orientarsi
nel mare della fantascienza europea.
Questo quarantasettesimo numero di Futuro presenta in campo
narrativo venti diversi scrittori, con una forte e qualificante
presenza femminile. Il pezzo di apertura è lo splendido Hanar!
della giovane Barbara Signorini, una delle scrittrici che hanno
esordito su questa rivista e che più si sono affermate
migliorando di storia in storia, fino a raggiungere un livello
altissimo e a riscuotere grandi consensi tra i lettori. Hanar!
è il seguito de Il mare giallo, uno dei romanzi brevi più
apprezzati degli ultimi numeri.
A Barbara segue subito Debora Montanari, altra scoperta della
nostra casa editrice, anche se già nota per un'attività di
giornalista radiofonica ed esperta di cinema di tutto rispetto.
Debora ha ottenuto grandi consensi con un romanzo che riscrive
l'avventura fantastica tradizionale, I draghi di Chrysos,
ma al suo arco ha molte frecce, e le sue opere sono assolutamente
diverse tra loro, risentono di stati d'animo, di emozioni, di
situazioni, che seguono soltanto l'ispirazione e quindi offrono
una varietà assolutamente notevole. Con il racconto presente in
questo numero, Debora si occupa di un'apocalisse contorta e
strana, con un tocco magistrale, proprio degno della sua classe.
Terza componente femminile, Simona Ingrassia, autrice del sud -
terra feconda per gli scrittori di fantascienza - la cui
fantascienza risente di una continua ricerca della soluzione
dell'apparente conflitto tra l'umanità e l'ambiente. La
memoria della Terra è un futuribile ai limiti del cyber, ma la
tematica caratteristica di Simona è sempre lì, dominante.
Quarta ospite femminile di questo numero un'esordiente (uno dei
due esordi e mezzo che Futuro ormai tiene a battesimo
tradizionalmente sulle sue pagine), Elisabetta Antichi, vincitrice
di un concorso on line al quale Futuro ha offerto
sinergie per dare un'edizione in rivista ai vincitori. Altra
storia di apocalisse, un'apocalisse provocata: ma soprattutto
storia di sentimenti e nostalgie, semplice e accattivante come
poche altre.
Infine, quinta ospite femminile di questo numero è Marzia
Andreoni, talentuosa scrittrice lucchese già conosciuta ai
lettori di Futuro. Una storia cristallina com'è abitudine
dell'autrice toscana, venata di horror e soprannaturale.
Caratteristiche queste che accomunano altre storie di un numero un
po' fuori degli schemi (ma quando mai un numero di Futuro
si compiace di stare entro gli schemi?) . Al campo del fantastico,
con le connotazioni dell'incubo, appartiene anche Striscia la
serpe striscia, e morde, del nostro impareggiabile Donato
Altomare (vediamo se questa volta il premio Italia dove sempre
arriva secondo lo premierà: sarebbe ora!), come pure La
sabbia di Gerusalemme di un insolitamente drammatico ma
efficacissimo Lorenzo Iacobellis. Incubi, leggende e fantasie
anche per l'inquietante Nella nebbia di Davide Ghezzo e
nel lirico La
grande glaciazione
di Francesco Brandoli, sempre più oscuro e introverso, ma anche
sempre più bravo.
Non mancano i grandi autori tradizionali della fantascienza
italiana, alcuni dei quali ritornano su queste pagine dopo una
lunga assenza. È il caso di Pierfrancesco Prosperi, che ci
propone una variazione sociologica sull'Italia futura di grande
attualità, di Luciano Radaelli, uno dei pochi epigoni di una science
fiction tradizionale, quasi bradburiana, e di Luciano Nardelli,
un amico scomparso che vogliamo ricordare con una delle sue
irresistibili storie di avventura.
Sven Klöpping, giovane "arrabbiato" della sf tedesca, e
Pierre-Jean Brouillaud, veterano abilissimo di quella francese,
sono le presenze straniere di questo numero (nel prossimo ci
saranno corpose rappresentanze europee, state tranquilli!), mentre
Antonio Bellomi, Massimo De Angelis, Nino Salamone e Roberto
Fuiano rappresentano gli scrittori tradizionali di Futuro
(bellissimo il racconto di Salamone, che come narratore cresce a
ogni prova; ma anche Massimo De Angelis, autore romano
problematico e introverso, è ormai una realtà della quale la sf
italiana deve tenere conto).
Due esordienti e mezzo, abbiamo detto. Elisabetta Antichi e il
giovane bolognese Mauro Contini rappresentano le voci nuove ed
emergenti di questo numero. Franco Piccinini è anch'egli al suo
esordio su Futuro, e sta vivendo una seconda giovinezza
letteraria dopo un lungo silenzio. Ma in realtà è da molti anni
un militante nel campo della fantascienza, apprezzato saggista e
ottimo autore di racconti (esordì sulla prima e gloriosa Robot
con Ritorno a Liberia che adesso ha trasformato in un
romanzo che vedrà presto la luce). Un "mezzo" esordio,
quindi. Ma di gran razza.
Racconto o saggio, quello di Carlo Agricoli, irresistibile come
sempre nel provocare dubbi e mettere in gioco la realtà? E il
discorso di Miglieruolo a Fiuggi, con la risposta di Nino Salamone,
non è forse un momento cruciale nella fantascienza di oggi? E il
cinema, l'interessante documentazione su una circolare
ministeriale che ha ribaltato i rapporti tra sf e scuola,
l'appassionato intervento di Davide Ghezzo, non fanno parte tutti
di una pluralità di voci dalla quale deve nascere qualcosa di
importante e nuovo?
Trovate voi stessi la risposta. Ecco a voi un numero variato,
variegato e vario della vostra rivista. Buona lettura.
FUTURO
Europa»
Recensione
su: fantascienza.com
Link
al sito Perseo Libri: http://www.perseolibri.it/fut-47.htm
Acquista
questo libro: http://www.elaralibri.it/cat/fut/fut-047.htm
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