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La casa sull’abisso 

Autore: William Hope Hodgson 

Voto:

ISBN: 88-8289-909-8

Coll. Labirinti – Anno 2003

n. 10 ,  pp. 160

Costo: Euro 4,00 

LA TRAMA

La trama è tratta dalla scheda del libro, nel sito della Newton Editore (http://www.newtoncompton.com/scheda.asp?link=88-8289-909-8):              

In una collana di testi fantastici classici non può certamente mancare quello che senza dubbio ha influenzato più di ogni altro H.P. Lovecraft: in edizione integrale vi presentiamo quindi l'opera che quasi tutta la critica definisce "fondamentale" nel panorama della letteratura fantastica mondiale. Si tratta di un romanzo di orrore fantascientifico, dove la cantina della casa che si protende sull'Abisso porta in un'altra dimensione, in un altro tempo e in un altro spazio. Ci troviamo in un non-luogo dove tutto è già avvenuto e dove, ovviamente, sono presenti dei mostri i quali, provenendo dall'interno della casa che costituiva il baluardo contro il pericolo, indicano invece che una salvezza - peraltro assai improbabile - è altrove, al di fuori... Chissà che quella casa sull'Abisso non sia poi il nostro mondo?”

IL COMMENTO (Autore: Francesco Brandoli)

Questa è una delle più grandi e belle storie fanta-horror che siano mai state scritte: l’anello di congiunzione tra la fantascienza e l’horror, tra Machen e il sovrannaturale irlandese (Stoker, Le Fanu) e l’horror più moderno di Lovecraft.

Il romanzo è scritto in forma di diario e descrive orrende creature suine, situazioni deliranti ed allucinanti di orrore e lotta tra l’uomo – il guardiano dell’Abisso – ed altri mondi.

È una pietra miliare della letteratura di genere e, più ancora del “Dio Pan”, strizza l’occhio alla fantascienza: con viaggi in altri mondi, in altre galassie, nonché attraverso il tempo, in una descrizione così vivida, moderna e cinematografica che è un raro capolavoro, per un autore di quei tempi.

Personalmente, ritengo che alcune immagini di Hodgson possano aver ispirato anche il nostrano Evangelisti, e la descrizione della Luna e degli antichi dei che lo scrittore bolognese tratteggia nel suo “Nicolas Eymerich, Inquisitore”.

È un romanzo che tiene incollati, col fiato sospeso, fino alla fine, con atmosfere, idee e suggestioni davvero incredibili: in particolare l’idea stessa di questa casa, crocevia tra mondi differenti, unico ostacolo all’invasione da parte di mondi orrendi ed abissali, in cui un solo uomo, un guardiano, si trova forzatamente ad essere il solo custode, con un semplice fucile, un cane da guardia e tanto coraggio.

È un romanzo che consiglio a chiunque ami il genere fantastico e horror, perché, nonostante Hodgson sia poco conosciuto e diffuso, è uno dei massimi capolavori della storia della letteratura mondiale.

L’opera è stata amata anche da Lovecraft, che ne ha più volte parlato: infatti, sebbene sia rara, esiste anche un’edizione Urania de “La casa sull’abisso”, che contiene una presentazione di H.P. Lovecraft, scritta nel 1936, un anno prima della morte dello scrittore di Providence. L’articolo, “The Weird Work of William Hope Hodgson”, è una rielaborazione delle tesi già sostenute nel saggio “L’orrore Soprannaturale Nella Letteratura”.

Il volume – Classici Urania n. 237, del dicembre 1996 – sarebbe caldamente consigliato, se trovato, perché contiene anche altri tre racconti brevi di Hodgson: “Il terrore della cisterna”, “La tempesta” e “Eloi, Eloi lama sabachtani”, tutti molto belli e rarissimi in Italia (come, in generale, lo sono i lavori di Hodgson, ingiustamente!)  

 

 

 

 

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