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Il perché di un lungo silenzio...

In  Perenne Memoria di Vladimiro Brandoli

Mi scuso profondamente con tutti se è circa un anno (sto scrivendo il 30 novembre 2010) che non aggiorno e curo il sito.

Questo è stato un anno molto duro per me: un anno fa mio padre è morto, strappato alla vita da un tumore cerebrale che in due mesi - prima dei quali stava perfettamente in salute! - lo ha portato via.

In questo anno molti sono stati gli impegni e tanto il dolore: grazie a tutti quelli che mi sono stati vicini e hanno continuato a seguire il sito.

A quelli che hanno inviato lettere, chiedendo perchè non lo aggiornavo; o facendo commenti, come se nulla fosse successo (del resto, come potevano saperlo?).

Mi riprometto di riprendere a curare il sito, ma volevo chiarire il perchè del lungo silenzio.

Soprattutto, volevo dedicare un pensiero a te, papà... Che sarai sempre nel mio cuore.

Perchè tutti sappiano chi eri:

Sicuramente Vladimiro è stato un brontolone, con cui capitava di discutere animatamente e difficilmente gli si faceva cambiare idea su qualcosa: ma questo perché, in effetti, come lui diceva, aveva sempre ragione... È stato un uomo molto colto, certamente stonato, ma un provetto fotografo e – anche se pochi lo sanno – un discreto pittore. È stato una buona forchetta, col pallino dell’informatica e una passione per Mina, Salgari, Tex Willer, Topolino e i gialli. È stato un grande sportivo e tifoso Virtus, ma anche un atleta eccelso, campione italiano di corsa sui 600 m . Soprattutto, è stato un figlio devoto, un marito fedele e un padre amorevole. Ha aiutato sempre tutte le persone che ha potuto, in ogni modo. È stato un fantastico medico, un professionista di grande umanità e abilità: ha combattuto molti tumori, salvato tante vite, tenuto per mano tanti sofferenti. Molti sono ancora qua oggi, a dimostrarlo, quando è lui a non esserci più, almeno fisicamente. Proprio l’ultima battaglia coi tumori, purtroppo, non l’ha vinta. Con lui se ne va una delle più grandi persone che abbiano mai posato piede sulla terra.

Se avete persone care a cui non avete detto tutto o con cui non avete trovato ancora il tempo di fare qualcosa: parlate e agite, perché non possiamo mai sapere quando sarà troppo tardi per farlo.

E se siete fra i tanti che si chiedono perché sia successo questo, pensando che non sia giusto, che Vladimiro non lo meritasse, ricordate che non è su questo che si basa il disegno divino e non può essere compreso su tali scale di valore. Perché non ci sono meriti o punizioni in questa vita, ma soltanto prove che devono essere affrontate e superate, per sapere quale sarà poi, nella vita eterna, il merito. Solo allora sarà dato ciò che è dovuto. E ricordate che – sebbene sia difficile da accettare o da capire, possa apparire capzioso o sadico – talvolta Dio mette alla prova nel modo più duro proprio chi non sembrerebbe necessitare altre prove, oltre a quelle già superate. Ma che se lo fa, con tutti noi, è solo perché sa – e vuole vedere, perché in noi figli ha la fiducia di un padre – che tutti noi abbiamo la forza di superare anche le avversità più dure.

Come Vladimiro ha sempre dimostrato a tutti noi.

Grazie di tutto; ti ameremo sempre e sarai sempre nei nostri cuori.

 

 
 

 

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