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Per maggiori info e copyright,

 si veda il sito:

http://www.j-pop.it/manhwa/priest_intro.htm

 

Autore: Hyung Min-woo

Voto: 

DISEGNO: 

STORIA: 

 

Un fenomeno che, da quindici anni, ha assunto un’importanza nazionale a livello di editoria è sicuramente quello dei manga, cioè i fumetti giapponesi. Eppure, talvolta anche alcuni fumetti di altri paesi orientali, confusi con quelli nipponici, sono giunti nel nostro paese: è il caso di questo manwa coreano, dalla storia editoriale alquanto sfortunata e complessa.

 

Priest fu originariamente presentato, in Italia, dall’onnipresente Star Comics, che ne pubblicò il primo e il secondo volume rispettivamente nei mesi di ottobre e novembre del 2003, sulla collana Zero. Poi, qualcosa dovette andare storto: perché non uscirono altri numeri della storia; fino a pochi mesi fa, quando una nuova edizione della neonata J-pop ricominciò la pubblicazione del fumetto in questione in una nuova veste, elegante, con sovraccoperta, ripartendo dall’inizio.

La storia al momento occupa sedici volumi, tutti usciti in Italia (al gennaio del 2008): ma è in corso, non essendo ancora conclusa in patria. La trama è alquanto complessa e particolare, ma intrigante. I primi due numeri sembrano portarci in un survival horror di ambientazione western. Un giovane prete, di nome Ivan Isaak, sembra essere il solo a conoscenza di un culto eretico (il culto dell’angelo Temosare) che origina creature e situazioni da incubo in giro per il paese (presuntivamente l’America). Egli pare anche essere dotato di facoltà non comuni, compresa una certa coriacetà, che gli permettono di combattere contro i demoni e i mostri che infestano il mondo: del resto, ciò si giustifica nella misura in cui egli ha venduto metà della propria anima ad un demone… Inoltre, Ivan è costantemente tormentato dal ricordo di una donna molto amata, Jenna, vittima di una tragica morte (mancano ancora diversi tasselli nella trama…).

Queste le tracce della trama: i dettagli vanno scoperti nella lettura del fumetto che, dal terzo numero, ci trascina in una storia piena di religione, mistero, inquisizione, angeli decaduti e tanto altro… con atmosfere improvvisamente prive di quell’azione che caratterizza i primi numeri, ma che ricordano capolavori del cinema horror quali “L’ultima profezia” ed “Omen”. Un fumetto eccezionale che VA’ assolutamente letto!

Il disegno è molto curato: sebbene l’anatomia sia in buona parte stilizzata, soprattutto nei corpi umani, il tratto è molto semplice e gradevole. Si avvicina maggiormente allo stile americano od europeo di quanto generalmente facciano i fumetti orientali. Inoltre, l’uso dei retini è meno cospicuo che negli altri fumetti dello stesso tipo, favoreggiando giochi di bianco – nero davvero impareggiabili, che non invidiano nulla alle opere di celebri maestri del fumetto, quali l’americano Frank Miller o il nostrano Corrado Roi.

Una curiosità riguarda la traduzione: i nomi sono infinitamente diversi in questa edizione rispetto a quelli della precedente marchiata Star Comics; non solo, ma differiscono anche da quelli dell’edizione americana o da altre versioni. Probabilmente, tale contingenza è originata dalla complessità di una lingua quale è il coreano. Ciò non toglie che alcuni nomi possono essere sembrati peggiorati dalla versione “Star” a quella attuale, ed ambo le edizioni possono sembrare inferiori a quella americana. Un esempio paradigmatico è il nome di un personaggio che compare dalle prime pagine: “Bethiel” nell’edizone “Star”, “Vessiel” in quella J-pop, che diventa – addirittura – “Belial” (nome di uno dei maggiori demoni infernali!) in quella Statunitense! Verrebbe da pensare che il nome del generale infernale sia il più appropriato; eppure, la lettura del quinto volumetto lascia propendere per la correttezza di una traduzione meno prosaica (non vi dico altro). Anche il nome del culto eretico cambia molto nelle edizioni: “Culto della grande madre” per la “Star”; culto di “Temosare” nella traduzione J-pop. Ancora una volta è la storia stessa che fa presagire una miglioria nella recente edizione che pare vincere, per due a uno, contro quella “Star”. Ovviamente, solo la lettura dell’originale coreano potrebbe dire la verità (ma tale compito supera abbondantemente le mie conoscenze).

Peraltro, a riprova della validità dell'opera, voci di corridoio annunciano la produzione di un film hollywoodiano tratto da questo fumetto, con addirittura Viggo Mortenson nella parte di Ivan Isaak!

In definitiva, questo è un fumetto che consiglio caldamente agli amanti del genere e che, certamente, non li deluderà.

 

               

 

 

 

 

 

 

 

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