{"id":571,"date":"2017-03-16T13:01:42","date_gmt":"2017-03-16T12:01:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/?p=571"},"modified":"2017-03-16T13:01:42","modified_gmt":"2017-03-16T12:01:42","slug":"ring-novello-dracula","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/2017\/03\/16\/ring-novello-dracula\/","title":{"rendered":"RING novello DRACULA?"},"content":{"rendered":"<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_counters\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top:2px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_c=new Array(\"twitter\",\"facebook_like\",\"facebook_send\",\"google\",\"pinterest\",\"email\",\"print\");var hupso_counters_lang = \"en_US\";var hupso_image_folder_url = \"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/plugins\/hupso-share-buttons-for-twitter-facebook-google\/img\/services\/\";var hupso_url_c=\"\";var hupso_title_c=\"RING novello DRACULA?\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/counters.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div><p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>N.B. L&#8217;articolo contiene spoiler sulle trame dei romanzi di <\/em>Ring<em> e <\/em>Dracula<em>.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In anni abbastanza recenti, un vasto successo nel campo del horror \u00e8 stato raggiunto dal ciclo di <em>Ring<\/em>: un fenomeno di massa nato in Giappone, inizialmente come romanzo e successivamente come fortunata serie di pellicole cinematografiche, composta di ben tre episodi, a cui sono seguiti due remake hollywoodiani \u2013 il primo del celebre Gore Verbinsky \u2013 e di cui, anzi, esce proprio oggi, nelle sale cinematografiche italiane, un terzo capitolo (con regista F. Javier Guti\u00e9rrez).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le pellicole cinematografiche, come spesso accade, ancor pi\u00f9 dei romanzi, hanno sancito la fortuna della storia e del suo autore a livello mondiale. Sono, infatti, ulteriormente seguite edizioni in tutto il mondo del romanzo, fino alla punta di un milione di copie vendute: in Italia il primo libro della serie, pubblicato dalla Editrice Nord (Milano, 2003) ha esaurito in un solo mese la sua prima tiratura, richiedendo una ristampa immediata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 presto per sapere se l\u2019incredibile successo di <em>Ring<\/em> sia soltanto un \u201cfuoco di paglia\u201d, un entusiasmo momentaneo destinato a essere dimenticato al pi\u00f9 presto, oppure se rester\u00e0 perpetuamente nell\u2019immaginario horror, diventando addirittura un \u201cclassico\u201d. Infatti, nell\u2019arco di pochi anni l\u2019entusiasmo iniziale per la serie si \u00e8 assopito, salvo risvegliarsi anche in tempi recenti con, appunto, il progetto di un nuovo film; ci\u00f2 nonostante, la serie in esame, insieme alla simile pellicola <em>Grudge<\/em>, ha sicuramente nutrito un interesse per il cinema horror nipponico che pare persistere negli anni e che una volta era sconosciuto, mentre alcune scene di <em>the ring<\/em> persistono ad apparire come \u201ccitazioni\u201d in moltissime parodie e opere derivate, restando indelebilmente impresse nell\u2019immaginario collettivo, almeno di genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti gli elementi sin qui elencati potrebbero far propendere per una risposta affermativa alla domanda posta poco sopra e il fatto stesso che la storia di <em>Ring<\/em> sottenda una sottile critica \u2013 nemmeno troppo velata \u2013 al mondo della comunicazione di massa, al modello di \u201ccontrollo sociale\u201d che gli strumenti dell\u2019informazione hanno sull\u2019opinione pubblica, potrebbe segnare un punto di forza di tale opera dell\u2019ingegno. I mass media hanno contribuito a diffonderne il messaggio alle masse che, per suo tramite, sono state allarmate nei confronti di quello stesso strumento da cui avevano ricevuto il primo impulso, il tutto in un circolo vizioso di \u201cattivazione\u201d delle coscienze che \u00e8 difficile bloccare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nucleo della storia ci spinge a riflettere e a ripeterci: \u201c<em>Stuzzicato dai mass media ho letto un libro che mi mette in guardia dal potere di controllo sulle coscienze che i mass media stessi hanno; il modo in cui tale problema mi si \u00e8 rilevato \u00e8 una dimostrazione della realt\u00e0 e dell\u2019efficacia di tale fenomeno<\/em>.\u201d Questo potrebbe pensare un qualsiasi lettore di <em>Ring<\/em>: il risultato finale \u00e8 a tutto vantaggio del romanzo \u2013 e della sua storia \u2013 che non sar\u00e0 facilmente dimenticato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-574 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Rings.jpg\" alt=\"Rings\" width=\"512\" height=\"288\" srcset=\"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Rings.jpg 1000w, http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Rings-300x169.jpg 300w, http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Rings-768x432.jpg 768w, http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Rings-135x75.jpg 135w\" sizes=\"(max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene una simile fortuna, nonch\u00e9 una fama tanto potente, porta a ripensare a quello che \u00e8 il pi\u00f9 grande capolavoro della letteratura gotica di tutti i tempi: <em>Dracula<\/em> di Bram Stoker.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019ultima opera \u2013 all\u2019occhio di un osservatore attento ed esperto della materia \u2013 presenta pi\u00f9 di un punto di contatto con <em>Ring<\/em> di Koji Suzuki. Vale dunque la pena esaminare questi aspetti peculiari delle due opere, con una fondamentale premessa: si sconsiglia la lettura a chi gi\u00e0 non conosca le due opere \u2013 la loro trama \u2013 e volesse leggerle in un futuro prossimo, perch\u00e9 la <em>suspense<\/em> e la integrit\u00e0 della narrazione ne rimarrebbero irreversibilmente lese da una serie di <em>spoiler<\/em> inevitabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo si pu\u00f2 esaminare la somiglianza tra le strutture narrative dei due romanzi: <em>Dracula<\/em> inizia con il giovane Jonathan Harker in viaggio su una carrozza; presto egli si trova catapultato \u2013 suo malgrado \u2013 in una storia tragica, ricca di morte e terrore sovrannaturale, nella quale svolger\u00e0 un ruolo non marginale. Egli \u00e8 il solo a scoprire l\u2019esistenza di un male pestilenziale capace di diffondersi su tutta la terra, personificato nella figura del conte Dracula. I personaggi di <em>Dracula<\/em> nulla potrebbero ottenere senza un lavoro di squadra, un continuo spostarsi fra luoghi e situazioni alla ricerca di ulteriori \u201ctasselli\u201d del misterioso \u201cmosaico\u201d che cercano di rivelare al mondo. Soprattutto tali personaggi sarebbero impotenti senza l\u2019aiuto di un personaggio qualificato: un soggetto dotato di quella genialit\u00e0 e di quelle doti umane e intuitive necessarie per affrontare un essere demoniaco e mostruoso come il vampiro Dracula; tale \u00e8 la figura di Abraham Van Helsing, medico esperto di occulto e caparbiamente ostinato a combattere il male nella sua forma incarnata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dettagli ulteriori di non poco momento sono l\u2019inserimento nella trama di un fondamentale personaggio femminile e riluttante \u2013 la moglie di Harker, Nina \u2013 e la morte di uno dei personaggi della \u201ctask force\u201d anti-vampiro, poco prima della conclusione del romanzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, si pu\u00f2 sottolineare il paragone esistente tra la fobia per il vampirismo e quella per le malattie, i virus e le pestilenze, difficili da individuare e da fermare e capaci di diffondersi a macchia d\u2019olio ovunque (il modello dell\u2019epoca \u2013 XIX secolo \u2013 \u00e8 chiaramente la sifilide).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo ora la struttura di <em>Ring<\/em>: l\u2019opera inizia quasi subito \u2013 non le primissime pagine, ma poco dopo \u2013 con il protagonista, Asakawa, che si trova su un taxi \u2013 la carrozza moderna potremmo dire \u2013 e che viene \u2013 come Harker \u2013 catapultato in una serie di morti e orrori sovrannaturali, quale unico conoscitore dell\u2019esistenza di un male \u2013 anche qui \u2013 \u201cpestilenziale\u201d capace di diffondersi ovunque e sterminare le persone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La metafora del virus in Ring \u00e8 esplicita fin dai primi capitoli e perdura fino alla conclusione del romanzo e non solo: nel seguito della storia \u2013 il romanzo <em>Spiral<\/em>, conosciuto in Italia sempre grazie alla Editrice Nord (Milano, 2004) \u2013 si viene a sapere, senza alcun margine di dubbio, che il \u201cmale\u201d, protagonista negativo della storia \u2013 la causa di tutte quelle morti \u2013 \u00e8 proprio un virus, simile ad una mutazione del vaiolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Continuando coi parallelismi rispetto a Dracula, ritroviamo in <em>Ring<\/em> il lavoro di squadra di tutta una serie di personaggi, in continuo spostamento, alla ricerca di sempre maggiori informazioni che permettano di debellare il male; ed anche in <em>Ring<\/em> \u00e8 necessaria la comparsa di un personaggio \u201cqualificato\u201d, caratterizzato da particolare caparbiet\u00e0 e intuito: l\u2019amico di Asakawa, Riuji Takayama. La sua tenacia \u00e8 immediatamente messa in risalto: l\u2019uomo non teme minimamente di vedere la videocassetta \u201cstregata o maledetta\u201d \u2013 il veicolo di diffusione del virus ring \u2013 che porta alla morte dopo sette giorni esatti dall\u2019istante in cui la si \u00e8 guardata, bens\u00ec \u00e8 entusiasta all\u2019idea di esserne spettatore e di affrontare la lotta contro il male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riuji Takayama \u00e8, inoltre, un professore di Filosofia (di Logica, per la precisione) laureato anche in Medicina: insomma un medico\/filosofo particolarmente intelligente, astuto ed intuitivo, proprio come Van Helsing.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali caratteristiche saranno altrettanto evidenti nel protagonista di <em>Spiral<\/em>, Mitsuo: egli, infatti, \u00e8 un medico legale<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a> che, nel corso dell\u2019autopsia di Riuji, viene a sua volta attratto nella \u201clotta al male\u201d. In <em>Ring<\/em>, poi, come in <em>Dracula<\/em>, alcune vittime innocenti sono colpite dal male \u2013 richiedendo una maggiore urgenza d\u2019intervento al protagonista, che non deve pi\u00f9 soltanto salvare s\u00e9 stesso \u2013 e, in parallelismo evidente con <em>Dracula<\/em>, si tratta proprio della moglie e della figlia di Asakawa (Harker della situazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, poco prima della conclusione del romanzo, anche in <em>Ring<\/em> come in <em>Dracula<\/em>, muore uno dei personaggi: si tratta di Riuji Takayama (che per\u00f2 si scoprir\u00e0 tornare in vita nel seguito del romanzo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019origine del male c\u2019\u00e8 sempre un personaggio sovrannaturale che agisce dal \u201cregno dei morti\u201d: il vampiro \u00e8 un <em>nosferatu<\/em>, un non morto; all\u2019origine del virus <em>ring<\/em> c\u2019\u00e8 il rancore di una donna morta<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup><sup>[2]<\/sup><\/sup><\/a> di nome Sadako Yamamura, dotata di peculiari facolt\u00e0 di preveggenza e poteri E.S.P. di vario genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva, si potrebbe dire che il segreto del successo di <em>Dracula<\/em> e di <em>Ring<\/em> sia la struttura comune della storia; anzi, essa potrebbe essere il segreto per scrivere romanzi horror immortali come i mostri che li popolano\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si prenda un personaggio, trasportato da un qualche vetturino, lo si catapulti in un mondo minacciato da un male sovrannaturale di natura morbosa\/patologica e lo si faccia interagire con una <em>task force<\/em> di personaggi accomunati dall\u2019intento di debellare questo \u201cnemico\u201d; si inserisca un personaggio particolarmente sicuro di s\u00e9 e intelligente (richiesta almeno una laurea, possibilmente in medicina); si facciano spostare i personaggi in ambienti e scenari vari alla ricerca di dettagli o informazioni utili a sconfiggere il loro avversario; si crei la minaccia per la moglie del protagonista e si faccia morire uno dei personaggi principali poco prima della conclusione; ricordarsi di far aleggiare un\u2019ombra di panico e terrore sul destino dell\u2019intera umanit\u00e0 e \u201clasciar cuocere il tutto a fuoco lento\u201d. Ecco la ricetta del romanzo horror perfetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, al di l\u00e0 delle banalit\u00e0 e della facile ironia, ci si potrebbe chiedere quanto Suzuki e il mondo siano coscienti del paragone evidenziato in queste pagine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 in generale viene da domandarsi quale sia il fascino magnetico che l\u2019orrore da sempre esercita su di noi, attraverso le arti pi\u00f9 varie: H.P. Lovecraft sosteneva che la paura sia il sentimento pi\u00f9 antico e forte dell\u2019animo umano e la paura pi\u00f9 grande sia quella dell\u2019ignoto<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup><sup>[3]<\/sup><\/sup><\/a>; certamente il solitario di Providence ha praticato con successo questa posizione, dal momento che gran parte dei suoi orrori sono privi di descrizioni precise e richiamano atavici timori sulla possibile esistenza di esseri (divinit\u00e0\/<em>gods<\/em>) superiori all\u2019uomo e sconosciuti ai pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 chi (si veda \u201cLa stirpe di Dracula\u201d di Massimo Introvigne, Mondadori, 1996) sottolinea come le opere dell\u2019orrore, creandoci paura e terrore, generino adrenalina e in generale vadano a sostituire l\u2019assenza di quelle esperienze di caccia o sopravvivenza estrema che un tempo caratterizzavano la nostra esistenza (in quanto animali) e che il nostro evolverci (come esseri umani, ma anche come societ\u00e0 e tecnologia) ha lentamente eclissato: nei momenti in cui ci dilettiamo spaventandoci con l\u2019orrore, sono ripristinate importantissime funzioni basilari del nostro organismo, altrimenti non sublimabili in altre forme<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup><sup>[4]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente ritengo che nella quotidianit\u00e0 si incontrino persone false e grette, materiali e maliziose; si vivano situazioni scomode (liti; omicidi; violenze; soprusi di ogni genere; etc.) e si vedano orrori terrificanti (bambini del Terzo Mondo malati e denutriti; guerre; atti di terrorismo; etc.) completamente dovuti e causati dall\u2019uomo e che continuano a perpetuarsi esclusivamente a causa sua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-572 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/lucy.jpg\" alt=\"lucy\" width=\"277\" height=\"416\" srcset=\"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/lucy.jpg 665w, http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/lucy-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 277px) 100vw, 277px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea di un male esterno o alieno, personificabile in qualcosa di non-umano e possibilmente che pu\u00f2 essere distrutto\/ucciso dall\u2019intervento eroico di un umano, \u00e8 sicuramente un pensiero pi\u00f9 consolante e catartico del doversi confrontare con una realt\u00e0 che appare invece pullulare di devianze e orrori che alcuna logica spiegazione sembrano avere all\u2019infuori della matrice umana. Un simile elemento di auto-riflessione e di catarsi \u00e8 insito nelle emozioni che l\u2019horror e la paura ci trasmettono ed \u00e8 il suo reale potenziale, nonch\u00e9 il suo magnifico ruolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente una funzione cos\u00ec essenziale della letteratura horror \u00e8 l\u2019altro grande elemento di successo che \u00e8 racchiuso in un qualsiasi romanzo del genere: per quanto riguarda <em>Dracula<\/em> e <em>Ring<\/em> non si creano dubbi in proposito. Oltretutto, tanto in <em>Ring<\/em>, quanto nel seguito, <em>Spiral<\/em>, \u00e8 proposta tutta una serie di riflessioni sulla societ\u00e0, l\u2019uomo e il suo destino escatologico di rilevante suggestione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritornando invece agli aspetti complementari delle due storie, vorrei sottolineare ulteriormente l\u2019importanza dei due protagonisti reciproci e principali: Harker e Asakawa. Entrambi rivestono un ruolo di spicco nell\u2019ordito del rispettivo romanzo; la prima parte delle due opere \u00e8 dedicata esclusivamente a loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, sul complesso del racconto, entrambi compaiono per un periodo quantitativamente o qualitativamente maggiore, ottenendo un posto d\u2019onore non concesso ad altri personaggi (nonostante in <em>Ring<\/em> il distacco fra le figure di Asakawa e Riuji sia meno marcato, in quanto co-protagonisti a tutti gli effetti). Entrambi, inoltre, ricompaiono nel seguito del romanzo, dove si scopre che Riuji si \u00e8 alleato con Sadako Yamamura; al secondo, quindi, sembra quasi essere riservata una maggiore centralit\u00e0 nell\u2019ordito complessivo della trama, come articolata su i due romanzi: <em>Ring<\/em> e <em>Spiral<\/em>. Tuttavia, Riuji \u00e8 una figura negativa, di cui frequentemente sono messi in luce aspetti nefandi \u2013 come l\u2019essere egli probabile autore di alcuni stupri \u2013 che in generale fanno essere qualitativamente preminente la figura di Asakawa, vero eroe tragico della serie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entrambi i romanzi, inoltre, si concludono con un lieto fine: in <em>Dracula<\/em> gli eroi hanno sconfitto il male e i coniugi Harker hanno avuto un figlio cui \u00e8 attribuito il nome \u201cArthur\u201d, lo stesso del personaggio morto combattendo contro Dracula, che va quasi a sostituirsi al defunto, volendo ricreare idealmente il gruppo al completo, come era all\u2019inizio del romanzo, quasi che nessuno fosse realmente morto e il male non avesse avuto il minimo vantaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In <em>Ring<\/em> la conclusione \u00e8 impregnata di una \u201cminaccia apocalittica\u201d incombente sull\u2019umanit\u00e0, ma lascia presagire che il protagonista riuscir\u00e0 a salvare la moglie e il figlio, avendo compreso \u201cl\u2019esorcismo\u201d necessario a debellare la maledizione letale della videocassetta, creando quindi una sensazione di soddisfazione nel lettore, una convinzione di vittoria del bene sul male. Tale speranza \u00e8, per\u00f2, smentita nel secondo romanzo della serie, in cui si appura che i due innocenti familiari del protagonista sono morti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In generale <em>Spiral<\/em> segna un contrasto col modello classico: c\u2019\u00e8 una vittoria del male; persino Asakawa muore, mentre Riuji e Sadako si profilano come annientatori dell\u2019umanit\u00e0 e futuri signori della terra \u2013 nonostante una piccola parentesi di speranza lasciata aperta per il lettore pi\u00f9 sognatore e idealista. Tuttavia, questo \u00e8 un altro problema, che non va a toccare le similitudini esistenti tra <em>Ring<\/em> e <em>Dracula<\/em>, essendo <em>Spiral<\/em>, di fatto, un romanzo autonomo, tra l\u2019altro di minor successo rispetto al predecessore, quasi a dimostrare la validit\u00e0 della struttura degli altri romanzi come formula segreta del successo, che, se abbandonata, porta alla disfatta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ulteriore conferma di quest\u2019ultimo assunto, mi preme evidenziare come successivamente l\u2019autore nipponico sia stato quasi costretto a scrivere un terzo capitolo della sua fortunata serie: <em>Loop<\/em> (Ed. Nord, Milano, 2004), il quale riapre interamente la trama della trilogia, ripristinando un ottimismo e una positivit\u00e0 di fondo che si era abbondantemente smarrita nel secondo capitolo della saga. Un terzo libro che, peraltro, \u00e8 opinione dello scrivente, potrebbe sempre prestarsi a un ulteriore seguito\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente ritengo <em>Dracula<\/em> il massimo capolavoro letterario, non solo in ambito gotico; ho comunque trovato molto affascinante ed emozionante <em>Ring<\/em>, dovendo ammettere che <em>Spiral<\/em> \u00e8 in buona parte ancor pi\u00f9 suggestivo e accattivante del suo predecessore, ma rovinandosi nel finale che ne segna un tracollo e in definitiva lo lascia perennemente secondo (non solo cronologicamente, ma anche come \u201cclassifica\u201d), se non addirittura terzo, dopo la pubblicazione di <em>Loop<\/em>. Quest\u2019ultimo, tuttavia, \u00e8 un romanzo di genere e ambientazione completamente diversa dai primi due: \u00e8 pressoch\u00e9 assente l\u2019atmosfera horror e, anzi, il romanzo si pu\u00f2 pacificamente definire di fantascienza \u2013 e di alto livello!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interessante \u00e8, inoltre, una comparazione tra lo stile dei due autori (Stoker e Suzuki). <em>Dracula<\/em> \u00e8 indiscutibilmente un romanzo epistolare, per quanto parzialmente <em>sui generis<\/em>: nel testo si susseguono pagine di diario, lettere, articoli di quotidiani, dattiloscritti, etc. La trama si snoda, quindi, attraverso la percezione soggettiva e diretta dei protagonisti delle vicende (nonostante non sia, appunto, una prospettiva unitaria di un singolo individuo) e la cadenza delle vicende \u00e8 puntualmente fissata nello spazio e nel tempo in base all\u2019intestazione dei contributi dati dai personaggi: data, luogo, provenienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ring<\/em> non \u00e8, al contrario, un romanzo epistolare: ci\u00f2 nonostante \u00e8 scritto con l\u2019indicazione precisa delle date e dei luoghi (persino delle ore); inoltre, sono spesso inserite le riflessioni dei personaggi in prima persona (in corsivo, nel testo stesso del racconto, riecheggiando lo stile di Stephen King), cosicch\u00e9 \u00e8 trasmessa tutta una serie di emozioni, sensazioni e percezioni soggettive che caratterizza anche lo stile di Stoker in <em>Dracula<\/em> e rende pi\u00f9 coinvolgente la lettura e l\u2019immedesimazione nelle vicende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere, non voglio affermare che le due opere siano identiche, n\u00e9 che Suzuki abbia imitato Stoker; sono certo che anche il lontano confronto tra le due opere potrebbe far trasalire i fanatici di una qualunque delle medesime (pi\u00f9 probabilmente gli \u201celisabettiani\u201d amanti di <em>Dracula<\/em>, mentre i <em>fans<\/em> di <em>Ring<\/em> potrebbero essere lusingati dal paragone).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure sono convinto di aver notato similitudini sfuggite ai pi\u00f9 e di aver sollevato una tematica suggestiva e intrigante: se ho fortuna potrei aver colto il segreto del successo immortale di un\u2019opera, almeno dell\u2019orrore, individuando la ricetta del \u201cperfetto\u201d romanzo horror, come un <em>sommelier<\/em> che ne intuisca gli ingredienti gustandone i sapori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sapori d\u2019alta cucina, nel caso di Stoker, ricca di tradizione, ma che cede sempre il desiderio all\u2019assaggio di nuovi intriganti proposte, come quelle dal gusto orientale di Suzuki.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Pare che sempre pi\u00f9 spesso nella letteratura moderna si stia comprendendo la funzionalit\u00e0 di un personaggio che sia medico legale: egli \u00e8 uno dei primi soggetti che viene attratto nell\u2019orbita di un crimine (una figura qualificata, che redige un referto e che partecipa ad indagini e processi); \u00e8 in genere una figura \u201ccolta\u201d e anche rispetto a realt\u00e0 occulte e paranormali pu\u00f2 rivestire ruoli importantissimi. Si pensi a Van Helsing o al dottor Victor Frankenstein (del romanzo <em>Frankenstein <\/em>di Shelly) come esempi di medici \u201cpuri\u201d; alla nota Kay Scarpetta (di Patricia Cornwell) o alla televisiva Dana Scully di <em>X-files<\/em> \u2013 come, specificatamente, medici legali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> \u00c8 da evidenziarsi come anche la stessa Sadako Yamamura torni in vita nel seguito del romanzo, <em>Spiral<\/em>, quale primo esemplare di una razza mutante ermafrodita capace di auto-riprodursi e bramante la conquista del mondo intero, in sostituzione del genere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> H.P.Lovecraft, <em>Supernatural Horror in Literature<\/em>, 1927; in it. \u201cL\u2019orrore soprannaturale nella letteratura\u201d, Ed. Sugarco, 1994.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Si pu\u00f2 ribaltare la critica comunemente mossa ad un certo tipo di \u201cviolenza\u201d \u2013 preferirei parlare di \u201caggressivit\u00e0\u201d \u2013 generalmente mostrata da mezzi di comunicazione\/intrattenimento (cinema, televisione, fumetti etc.): molto spesso un certo tipo di \u201caggressivit\u00e0\u201d permette di liberarsi di tensioni e pulsioni innate e fortemente radicate in noi; la si potrebbe definire una \u201csana aggressivit\u00e0\u201d, dotata di effetti taumaturgici e catartici. \u00c8 molto meglio vedere un assassino in un film, e liberare le pulsioni durante la visione di una pellicola, piuttosto che essere realmente degli assassini e raggiungere punti di collasso emotivo che portino a delinquere davvero. Troppo spesso si sente di omicidi commessi in stato emotivo o passionale (condizione che, giova ricordare, non rileva penalmente come attenuante o esimente) e viene da domandarsi se davvero gli autori di quei delitti siano stati istigati dalla televisione o piuttosto avrebbero potuto liberarsi di alcune cariche negative guardandola (e sarebbe stato meglio, dunque, l\u2019avessero fatto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tutte le immagini\/For all the images: COPYRIGHT OF THE OWNER (degli aventi diritto).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_counters\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top:2px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_c=new Array(\"twitter\",\"facebook_like\",\"facebook_send\",\"google\",\"pinterest\",\"email\",\"print\");var hupso_counters_lang = \"en_US\";var hupso_image_folder_url = \"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/plugins\/hupso-share-buttons-for-twitter-facebook-google\/img\/services\/\";var hupso_url_c=\"\";var hupso_title_c=\"RING novello DRACULA?\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/counters.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div><p>N.B. L&#8217;articolo contiene spoiler sulle trame dei romanzi di Ring e Dracula. In anni abbastanza recenti, un vasto successo nel campo del horror \u00e8 stato raggiunto dal ciclo di Ring: un fenomeno di massa nato in Giappone, inizialmente come romanzo e successivamente come fortunata serie di pellicole cinematografiche, composta di ben tre episodi, a cui [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":573,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[20,22,47,19,76,21],"tags":[77,28,27,26,81,85,84,83,82],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/571"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=571"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/571\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":578,"href":"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/571\/revisions\/578"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/573"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=571"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=571"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=571"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}