{"id":807,"date":"2018-03-04T22:53:33","date_gmt":"2018-03-04T21:53:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/?p=807"},"modified":"2018-03-04T22:53:33","modified_gmt":"2018-03-04T21:53:33","slug":"abraham-merrit-il-vascello-di-ishtar-recensione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/2018\/03\/04\/abraham-merrit-il-vascello-di-ishtar-recensione\/","title":{"rendered":"Abraham Merrit &#8211; Il vascello di Ishtar &#8211; Recensione"},"content":{"rendered":"<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_counters\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top:2px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_c=new Array(\"twitter\",\"facebook_like\",\"facebook_send\",\"google\",\"pinterest\",\"email\",\"print\");var hupso_counters_lang = \"en_US\";var hupso_image_folder_url = \"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/plugins\/hupso-share-buttons-for-twitter-facebook-google\/img\/services\/\";var hupso_url_c=\"\";var hupso_title_c=\"Abraham Merrit - Il vascello di Ishtar - Recensione\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"http:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/counters.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div><div style=\"text-align: justify;\">Finalmente ripubblicato, dopo molti anni di assenza dagli scaffali delle librerie italiane, il romanzo &#8220;Il vascello di Ishtar&#8221;, di Abraham Merrit, per <a href=\"http:\/\/www.ilpalindromo.it\/edizioni\/il-vascello-di-ishtar\/\">l&#8217;editore Il Palindromo<\/a>, nella meritevole collana\u00a0<em>I tre sedili deserti:\u00a0<\/em>note e traduzione di Giuseppe Aguanno, introduzione di Gianfranco de Turris e Sebastiano Fusco, con un saggio di Andrea Scarabelli e illustrazioni di Virgil Finlay.<br \/>\nSpecifiche: gennaio 2018, pagg. 472,\u00a015x19cm, bross. b\/n,\u00a0prezzo 26\u20ac &#8211; ISBN: 978-88-98447-32-9<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La trama, dal sito dell&#8217;editore: \u00ab<em>John Kenton, appena tornato a New York dall\u2019esperienza devastante della Prima guerra mondiale, riceve uno strano oggetto rinvenuto durante una campagna di scavi in Medio Oriente: un blocco di pietra al cui interno \u00e8 custodito un piccolo vascello di gemme intagliate. Kenton non lo sa ancora, ma il manufatto \u00e8 uno stargate, la soglia per un\u2019altra dimensione, un mondo dove il suo coraggio dovr\u00e0 scontrarsi con l\u2019acciaio delle spade e la potenza di ancestrali divinit\u00e0 in lotta, e in cui ritrover\u00e0 la voglia di vivere sperimentando la passione di un amore fuori dal tempo.\u00a0<\/em><em><strong>Questo volume contiene la prima versione de\u00a0Il vascello di Ishtar, pubblicata originariamente nel 1924 e inedita in Italia<\/strong>. Il romanzo \u00e8 accompagnato dalle illustrazioni originali dell\u2019epoca e da un ricco corredo di apparati critici.\u00a0<\/em><em>Abraham Merritt\u00a0(1884-1943), maestro del fantastico e noto giornalista, \u00e8 tra i pionieri e pi\u00f9 apprezzati autori di letteratura fantasy. Stimato da H.P. Lovecraft e Clark Ashton Smith, tra le sue opere si ricordano:\u00a0Il pozzo della luna\u00a0(1919) e\u00a0Gli abitatori del miraggio\u00a0(1932).<\/em>\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia fu originariamente serializzata sulla rivista americana <em>Argosy All-stories<\/em>, tra il novembre e il dicembre del 1924, in 6 episodi ed ebbe un grandissimo successo, al punto da essere votata come una delle storie pi\u00f9 apprezzate dal pubblico ed essere eletta dai lettori nel 1938 come migliore storia della rivista, scalzando il ciclo di Tarzan di Burroughs (come peraltro ben chiarito nell&#8217;ottima nota biografica su Merrit in appendice al presente volume e opera della brava Maria Ceraso). Merrit fu un autore molto noto e apprezzato della sua epoca (addirittura una rivista fu battezzata in suo onore: <em>A.Merrit&#8217;s fantasy magazine<\/em>) e seppe ispirare molti grandi Autori (persino il ciclo di Cthulhu di Lovecraft potrebbe avere ricevuto suggestioni da <em>The Moon Pool<\/em> del 1918 di Merritt).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho voluto cos\u00ec introdurre l&#8217;Autore, perch\u00e9 ritengo che questo volume sia un tassello fondamentale di un percorso di narrativa fantastica in cui il carisma del suo creatore sicuramente ha influito positivamente. Sarebbe difficile e forse superiore alle mie competenze risalire alla prima opera fantastica in cui via sia un passaggio\u00a0 tra i mondi, elemento gi\u00e0 presente in Virgilio o Dante se circoscritto ai regni ctoni infernali, ma tema sicuramente di grande moda all&#8217;inizio del 1900: <em>Il vascello di Ishtar<\/em> mi ha ricordato alcune atmosfere de &#8220;La terra dell&#8217;eterna notte&#8221; di Hodgson e, per tornare a Burroughs, ha alcune assonanze con il ciclo di Carter di Marte o, persino, per impostazione della trama e intreccio dei personaggi e delle scene,\u00a0con i fumetti di Flash Gordon.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kenton, protagonista di questo romanzo, tramite il simulacro del vascello riesce di fatto a trasferirsi in un&#8217;altra epoca, quasi un altro mondo, dove persino lo scorrere del tempo \u00e8 differente: qui recupera un ruolo eroico che nel nostro mondo non aveva. Inizialmente la scena \u00e8 collocata sul vascello, diviso e separato tra il Prete Nero, Klaneth, tramite e celebrante del Dio della Morte Nergal, rappresentante delle tenebre, e le adoratrici di Ishatar (dea dell&#8217;Amore), tra cui la splendida sacerdotessa e tramite Sharane, di cui il protagonista si innamorer\u00e0. Kenton, passer\u00e0 da schiavo a capo di una rivolta che prender\u00e0 il controllo della nave, con il passaggio di alcuni personaggi (Jiji e Zubran), inizialmente nemici, tra le file dei buoni, oltre all&#8217;amicizia con un altro schiavo (il vichingo Sigurd), tutti\u00a0grandi comprimari della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La religione e la mitologia sono elementi vivi e vivificanti del romanzo, che spazia dai miti mesopotamici a quelli nordici, creando un interessante intreccio, in cui il ruolo degli dei si affianca a quello dei personaggi, un po&#8217; come nell&#8217;epica Omerica o, venendo ad Autori pi\u00f9 recenti, nei cicli di Elric e Corum di Moorcock.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovremo aspettare gli anni &#8217;70 per recuperare mondi divisi tra pi\u00f9 piani (e divinit\u00e0), come appunto in Moorcock o Zelazny fino al pi\u00f9 recente Stephen King della torre nera, ma trovo che raramente &#8211; nemmeno tra alcune pagine di quest&#8217;ultimo ciclo del maestro dello horror contemporaneo, a tratti veramente immaginifiche &#8211; troveremo una pi\u00f9 efficace e compiuta descrizione dei mondi paralleli come quella presente in questo romanzo e che vale la pena citare:\u00a0\u00ab<em>Di fronte aveva una vasta nebbia: vapori globulari argen\u00adtei discendevano su di lui; il ventre curvo di un altro mondo. Quel mondo si stava scontrando col suo? No! Vi si stava sovrapponendo! La consapevolezza giunse subitanea e fugace: in quella minima frazione di tempo gli si manifest\u00f2 come un&#8217;illuminan\u00adte intuizione, sola chiave verso l&#8217;inesplicabile. Grazie ai lumi di questa rivelazione, Kenton vide la pro\u00adpria Terra non per quello che sembra, ma per ci\u00f2 che \u00e8: una vibrazione eterica negli intervalli tra le pulsazioni elettroniche di mondi su mondi che si intersecano, mondi originati dalla forza primigenia di cui queste vibrazioni sono espressione, nelle forme a noi note e in quelle che ignoriamo. Si figur\u00f2 questi mondi e il proprio come un ammasso di elettroni: in verit\u00e0 ognuno di essi era piuttosto lontano dai propri simili, cos\u00ec come i pianeti, ben distanti l&#8217;uno dall&#8217;altro e dal sole. Attraverso gli abissi dello spazio, tra queste particelle, vide miriadi di congerie affini suddivise in globi nascosti e invisibili: ciascuno orbitava roteando senza inter\u00adferire con gli altri, eppure questi si incontravano, si compe\u00adnetravano, intrecciandosi. Mondi che si incrociavano secondo frequenze differenti, pi\u00f9 alte o pi\u00f9 basse, nella totale inconsapevolezza di queste tangenze. Mondi che si muovevano attorno e attraverso di noi, che si trovavano a coincidere in modo casuale, come segnali radio intercettati da un apparecchio non sintonizzato. Mondi sovrapposti come flussi di informazioni che, senza interferire l&#8217;uno con l&#8217;altro, scorrevano insieme sullo stesso cavo, grazie alla diversit\u00e0 delle vibrazioni. Il vascello di Ishtar navigava su uno di questi mondi paralleli. Il gioiello di gemme non era l&#8217;imbarcazione stessa, bens\u00ec una chiave capace di aprire un passaggio dalla dimensione d\u00adi Kenton verso quella del vascello: un dispositivo che adattava le vibrazioni materiche del suo corpo a quelle del mondo della nave<\/em>.\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la parte di trama sul vascello, e prima della conclusione &#8211; affatto scontata &#8211; della storia nella medesima sede, ecco che un&#8217;altra parte del romanzo si sposta sull&#8217;Isola di Emakhtila, dove accanto a nuovi personaggi, abbiamo alcune delle parti pi\u00f9 evocative dell&#8217;opera, con toni aulici tali da ricordare quasi antichi poemi o testi sacri: come accennavo, il ruolo della mitologia \u00e8 fondamentale in quest&#8217;opera, senza diventare pesante. Se ne ricava la profonda, davvero magistrale conoscenza di Merrit per la materia, che l&#8217;Autore tratta con completezza, rendendo appunto mito e divinit\u00e0 essenziali alla storia e alla trama stessa, in un modo che forse segna davvero il passaggio epocale del fantasy, per cui mi spingo a definire questo volume un tassello fondamentale del genere. Dopo Merrit, ci vorr\u00e0 molto tempo prima che gli dei tornino a essere talmente rilevanti nell&#8217;immaginario, o perch\u00e9 partoriti direttamente da un mitopoieta dello spessore di Tolkien, oppure perch\u00e9 giovani autori, a partire da Zelazny appunto fino a un Gaiman odierno, sappiano recuperare il fascino che un intreccio tra vera mitologia antica e fantastico contemporaneo possano portare: ci\u00f2 che oggi ha dato vita al genere urban fantasy, in nucleo gi\u00e0 anticipato anche dal capolavoro Malpertuis di Jean Ray.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia \u00e8 ben realizzata, alternando scene pi\u00f9 poetiche e visionarie a numerosi duelli e battaglie, persino navali, caratterizzate da grande ingenio e descrizioni a tratti quasi macabre e <em>gore<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non posso che consigliarne la lettura agli amanti del fantasy e dell&#8217;epica, con il lieve avvertimento di prepararsi a un testo dallo stile ovviamente di inizio &#8216;900, che per\u00f2 non dovrebbe appunto stonare ai veri lettori del genere, che appunto avranno sicuramente dimestichezza con i capisaldi, tutti circa di questo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una nota finale sull&#8217;edizione: di grande qualit\u00e0, raccoglie le splendide illustrazioni di Finlay (vero maestro dei pulp anni &#8217;30), e fornisce anche i vari apparati critici gi\u00e0 menzionati. Ottimo il glossario dei termini mitologici, utile a una migliore comprensione del testo, e liminale l&#8217;introduzione di spessore di due Maestri come De Turris e Fusco. Ma soprattutto voglio plaudere all&#8217;ennesimo contributo di Andrea Scarabelli che, nonostante la giovane et\u00e0, oggi si presenta sul panorama letterario italiano come forse il solo e pi\u00f9 sapiente dei saggisti ESOTERICI, nel senso pi\u00f9 aulico e accademico del termine. Nel suo <em>mysterium coniunctionis<\/em> riesce a recuperare il valore magico delle parole, per passare a trattare di narrativa fantastica fino a spingersi a spiegare (con citazioni di Autori di ambito filosofico e antropologico, assai pi\u00f9 sapienziale del &#8220;banale&#8221; genere fantastico) temi come l&#8217;eterotopia, la ierogamia e la teogamia, facendoci riflettere sul vero significato del fantasy che, non a caso, viene chiamato in altri Paesi come<em> Speculative fiction<\/em>. Perch\u00e9 cos&#8217;\u00e8 il fantastico se non il modo moderno di rappresentare miti Platonici, idee e archetipi, antichi come il tempo e l&#8217;inconscio umano?<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-807 gallery-columns-5 gallery-size-medium'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/2018\/03\/04\/abraham-merrit-il-vascello-di-ishtar-recensione\/ishtar-cop-2\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"236\" height=\"300\" src=\"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Ishtar-COP-1-236x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Ishtar-COP-1-236x300.jpg 236w, http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Ishtar-COP-1-768x977.jpg 768w, http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Ishtar-COP-1-805x1024.jpg 805w\" sizes=\"(max-width: 236px) 100vw, 236px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/2018\/03\/04\/abraham-merrit-il-vascello-di-ishtar-recensione\/ishtar\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"213\" src=\"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ishtar-300x213.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ishtar-300x213.jpg 300w, http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ishtar-768x546.jpg 768w, http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ishtar-1024x728.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/2018\/03\/04\/abraham-merrit-il-vascello-di-ishtar-recensione\/ishtar-1\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"251\" src=\"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ishtar-1-300x251.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ishtar-1-300x251.jpg 300w, http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ishtar-1-768x643.jpg 768w, http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ishtar-1-1024x858.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/2018\/03\/04\/abraham-merrit-il-vascello-di-ishtar-recensione\/ishtar-3\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ishtar-3-300x225.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ishtar-3-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ishtar-3-768x576.jpg 768w, http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ishtar-3-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/2018\/03\/04\/abraham-merrit-il-vascello-di-ishtar-recensione\/ishtar-2\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ishtar-2-300x225.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" srcset=\"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ishtar-2-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ishtar-2-768x576.jpg 768w, http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/ishtar-2-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div style=\"padding-bottom:20px; 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