{"id":19,"date":"2016-03-04T18:29:31","date_gmt":"2016-03-04T17:29:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/?page_id=19"},"modified":"2018-02-26T17:37:38","modified_gmt":"2018-02-26T16:37:38","slug":"about-me","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/about-me\/","title":{"rendered":"About me"},"content":{"rendered":"<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_counters\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top:2px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_c=new Array(\"twitter\",\"facebook_like\",\"facebook_send\",\"google\",\"pinterest\",\"email\",\"print\");var hupso_counters_lang = \"en_US\";var hupso_image_folder_url = \"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/plugins\/hupso-share-buttons-for-twitter-facebook-google\/img\/services\/\";var hupso_url_c=\"\";var hupso_title_c=\"About me\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/counters.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div><p style=\"text-align: justify;\"><strong>Francesco Brandoli, nato a Castel San Pietro Terme (BO) nel 1981, \u00e8 sempre stato un amante del fantastico, iniziando a scrivere e disegnare fin da bambino. Avvocato civilista, esercita la professione forense a Bologna, dove vive. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 2006 viene pubblicato dai principali editori specializzati nel fantastico in Italia (e recentemente anche in Francia), partecipando a varie antologie quali la rassegna di fantascienza Futuro Europa (Ed. Perseo\/Elara), l\u2019antologia fantasy I figli di Beowulf (Ed. Midgard), il recente volume \u201cContinuum Hopper\u201d (Ed. Della Vigna, 2016), oltre ad essere coinvolto in vari progetti del movimento \u201cItalian Sword &amp; Sorcery\u201d, tra cui \u201cGli Universi di Ailus &#8211; Heroic Fantasy Vol.1\u201d ed &#8220;Eroica&#8221; di Ed. Watson. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 2014 \u00e8 stato pubblicato il suo primo romanzo fantasy, \u201cIl Dio del dolore\u201d (Tabula Fati), vincitore del premio \u201cLe figure della Parola\u201d. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 autore anche di alcuni articoli e di un saggio letterario su H.P. Lovecraft per la rivista Studi Lovecraftiani (Ed. Dagon Press) e di un racconto \u201cBukowskiano\u201d per la rivista Antar\u00e8s (Ed. Bietti, 2016). <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gestisce un sito personale e blog: www.francescobrandoli.eu<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-20\" src=\"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/particolare_io_4-220x300.jpg\" alt=\"particolare_io_4\" width=\"220\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/particolare_io_4-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/particolare_io_4-768x1047.jpg 768w, https:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/particolare_io_4-751x1024.jpg 751w, https:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/particolare_io_4.jpg 1286w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: x-large;\"><em>Breve storia dell&#8217;Autore&#8230;<\/em><br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: x-large;\">F<\/span>in da bambino ho sempre amato immaginare <span style=\"font-size: x-large;\">S<\/span><b>torie<\/b>&#8230;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: x-large;\">I<\/span><span style=\"font-size: medium;\">nizialmente<\/span>, la mia fervida <span style=\"font-size: x-large;\">F<\/span><b>antasia<\/b> si applic\u00f2 sui <span style=\"font-size: x-large;\">G<\/span><b>iocattoli<\/b>. Se siete nati fra il 1970 e i primi anni &#8217;90, o avete avuto figli in quel periodo, sicuramente avrete capito di quali giocattoli parlo: Master of the Universe, Transformers, Cavalieri dello Zodiaco, Tartarughe Ninja, Lego e soldatini, robot e pupazzi di ogni fattezza e colore.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: x-large;\">A<\/span>nni dopo &#8211; sono nato nel 1981 &#8211; arrivarono i primi videogames: ma non erano nulla di simile a quello che circola oggi&#8230; Erano goffi insiemi di quadratini di pochi colori, con storie banali e insipide. Dopo qualche anno migliorarono, s\u00ec, ma erano comunque avventure che con 200 lire e massimo due ore di tempo riuscivi a terminare.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: x-large;\">E<\/span> poi tutti in giardino, a giocare all&#8217;aperto, correre con la bicicletta o, se il tempo era brutto o avevi un amichetto di fianco, a creare storie coi Giocattoli succitati. I videogiochi non ci avevano ancora dato alla testa, n\u00e9 avevano assorbito tutta la nostra fantasia.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: x-large;\">S<\/span>e avevi un grosso tavolo rotondo di pietra sotto un albero di ampie fronde, come in giardino da mia <b>Nonna<\/b>, avevi Camelot o Eternia o qualsiasi Vattelapesca di mondo volessi visitare. E qualsiasi pupetto avesse almeno una mano e una testa e un qualche oggetto simile a un&#8217;arma (anche solo un rametto, lo stecco del Mottarello o il pugno plastico del pupetto stesso) poteva diventare qualsiasi altro mitico personaggio o eroe. Perch\u00e8 erano le gesta che compiva, e non il suo equipaggiamento, a renderlo un eroe: e gli effetti speciali, le luci, le esplosioni, la Magia di Fulmini e Laser, di fumo e oscurit\u00e0&#8230; Quella ce la mettevi Tu.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: x-large;\">C<\/span>erto&#8230; <span style=\"font-size: x-large;\">C&#8217;<\/span>era la TV e c&#8217;era Bim Bum Bam. Ma i <span style=\"font-size: x-large;\">C<\/span><b>artoni<\/b> di allora non avevano nulla a che vedere con quelli di oggi, anche se persino quelli di oggi sono belli, nonostante molti non siano affatto cartoni animati &#8211; cio\u00e8, come dice e riassume il nome, pezzi di albero lavorato su cui un umano ha rappresentato con vernice qualcosa cui ha dato vita con rapidi movimenti in successione &#8211; ma siano videogames di cui sei mero spettatore&#8230;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: x-large;\">E<\/span> c&#8217;erano i <span style=\"font-size: x-large;\">F<\/span><b>umetti<\/b> e potevi <span style=\"font-size: x-large;\">D<\/span><b>isegnare<\/b>, che allora lo facevi davvero: ci passavi ore con una matita Giotto in mano, guardando il ragazzino sulla scatola che ritraeva una pecora su una roccia e ti sentivi come lui. Sentivi che la tua era <b>Arte<\/b>. E se facevi due pi\u00f9 due &#8211; che a <b>Scuola<\/b> ancora ti insegnavano cosa voleva dire e tu cercavi di impararlo perch\u00e8 ci credevi che fosse importante, perch\u00e8 speravi davvero di trovare un lavoro comodo che ti desse uno stipendio decente da grande, come un po&#8217; quello che facevano <b>Mamma <\/b>e<b> Pap\u00e0<\/b>&#8230; Perch\u00e8 avevi sentito quanto era stata dura per i <b>Nonni<\/b>, che si erano spaccati la schiena per qualche soldo durante la <b>Guerra<\/b>, quella VERA, quella Mondiale, non quella dei Videogiochi o di Rambo&#8230; &#8211;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: x-large;\">S<\/span>e facevi due pi\u00f9 due&#8230; Dicevo&#8230; Capivi che <span style=\"font-size: x-large;\">P<\/span><b>antone<\/b>, sommato a Disegno, sommato a Voglia-di-creare-Storie, faceva Fumetto: quelli che leggevi e che provavi a disegnare, con vignette storte, zero prospettiva &#8211; ch\u00e9 fino a pochi anni prima il cielo era una striscia blu in alto e la terra una verde o marrone in basso &#8211; e baloon troppo stretti per quelle quattro parole di discorso che riuscivi a racimolare.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: x-large;\">A<\/span>llora provavi anche a scrivere Storie: Poesie, Racconti, e Romanzi, che illustravi con i Giotto e la polverina e la colla, e per cui un quaderno ti bastava mille e mille volte.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: x-large;\">D<\/span>urante il liceo ho iniziato a scrivere con <b>Word<\/b>: e non me ne importa se Bill Gates frega il Mondo, limita la concorrenza e fa programmi scadenti, ch\u00e9 Linux e FireFox sono meglio e cavolate varie&#8230; Ch\u00e9 da ragazzo ti trovavi Word nel <b>PC<\/b>, e ringraziavi di avere quelli e ringraziavi di avere un correttore di errori, la possibilit\u00e0 di scrivere e stampare anche 20 copie di quello che avevi scritto, di farlo leggere in giro e che fosse elegante da vedere, quasi come un vero libro e non un quaderno scritto a <b>Bic<\/b> pieno di scarabocchi e cancellature.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: x-large;\">H<\/span>o continuato a scrivere e, durante l&#8217;<span style=\"font-size: x-large;\">U<\/span><b>niversit\u00e0<\/b>, mentre studiavo <span style=\"font-size: x-large;\">G<\/span><b>iurisprudenza &#8211; <\/b>o meglio cazzeggiavo per i bar dell&#8217;universit\u00e0 in cerca di quelle ragazze vere che ancora ti spezzavano il cuore, mentre Amici e Grande Fratello erano ancora un inconveniente che pensavi sarebbe passati presto &#8211; ho migliorato il mio stile, iniziando a leggere molto: la roba che piaceva a me, non quelle pizze che ti danno a scuola perch\u00e8 sono arte e DEVI leggerle, ma Tolkien, Poe, Lovecraft e altra roba che DEVI leggere perch\u00e8 merita davvero, perch\u00e8 \u00e8 bella e perch\u00e8 ne parli con gli amici davanti a una birra, una pigra sera autunnale. Anche se, a dire il vero, devo ammettere che Poe me lo aveva consigliato la mia prof. delle medie, insieme ad altra roba fantasy e altre cosette, ch\u00e9 aveva capito che non ero svogliato, ma che semplicemente molta roba mi faceva schifo ed era noiosa, ma l&#8217;importante, perch\u00e8 imparassi a scrivere e parlare era che qualcosa leggessi. Che non fossero solo i fumetti dell&#8217;Uomo Ragno o Kenshiro o Topolino o Pazienza&#8230; E devo anche dire che ringrazio la mia prof. del ginnasio, che era pure una scrittrice, per avermi insegnato che esistono gli incisi, ed altri 600 trucchetti che mi sono tornati utili. Ed il prof. del Liceo e&#8230;e&#8230;e&#8230;<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: x-large;\">M<\/span>a andiamo avanti. Sempre durante l&#8217;Universit\u00e0 scopro che non sono sufficientemente bravo a disegnare da fare il Fumettista: me lo dice Giorgio Cavazzano, e &#8211; beh, cavolo &#8211; di lui mi fido! Peccato, perch\u00e8 avevo fatto anche un corso della scuola <b>Umpty Dumpty <\/b>dei Kappa Boys, con Vanna Vinci e Giovanni Mattioli&#8230; Ma &#8220;continua a scrivere&#8221;, mi era stato detto, &#8220;che sei bravo&#8221;.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: x-large;\">C<\/span>os\u00ec continuo a scrivere, mando un po&#8217; di roba in giro, finch\u00e9 <b>Ugo Malaguti<\/b> e la <b>Perseo Libri<\/b> non mi dicono &#8211; finalmente &#8211; che gli piace quello che ho scritto e che mi pubblicano qualcosa.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: x-large;\">E<\/span> cos\u00ec arriviamo a oggi, periodo in cui esercito la professione forense a Bologna &#8211; che qualcosa per vivere devi pur farlo, di soli sogni non campi &#8211; e continuo a scrivere. E se siete arrivati qui, se state leggendo queste righe, forse qualcosa avete gi\u00e0 gustato e magari vi \u00e8 anche piaciuto.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-family: Verdana;\"><span style=\"font-size: large;\">G<\/span>razie, Pellegrino, che qui sei giunto in visita, nel tuo girovagare. E se sei curioso di sapere qualcosa delle mie &#8220;opere&#8221;, visita la pagina <a href=\"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/index.php\/my-works-3\/\"><b>My Works<\/b><\/a>. \ud83d\ude42<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div style=\"padding-bottom:20px; padding-top:10px;\" class=\"hupso-share-buttons\"><!-- Hupso Share Buttons - https:\/\/www.hupso.com\/share\/ --><a class=\"hupso_counters\" href=\"https:\/\/www.hupso.com\/share\/\"><img src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/buttons\/share-small.png\" style=\"border:0px; padding-top:2px; float:left;\" alt=\"Share Button\"\/><\/a><script type=\"text\/javascript\">var hupso_services_c=new Array(\"twitter\",\"facebook_like\",\"facebook_send\",\"google\",\"pinterest\",\"email\",\"print\");var hupso_counters_lang = \"en_US\";var hupso_image_folder_url = \"http:\/\/www.francescobrandoli.eu\/wp-content\/plugins\/hupso-share-buttons-for-twitter-facebook-google\/img\/services\/\";var hupso_url_c=\"\";var hupso_title_c=\"About me\";<\/script><script type=\"text\/javascript\" src=\"https:\/\/static.hupso.com\/share\/js\/counters.js\"><\/script><!-- Hupso Share Buttons --><\/div><p>Francesco Brandoli, nato a Castel San Pietro Terme (BO) nel 1981, \u00e8 sempre stato un amante del fantastico, iniziando a scrivere e disegnare fin da bambino. 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