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“Il vampiro è (anche) femmina – Breve storia del vampirismo”, in Figlie dell’ombra, (a cura di Pietro Guarriello), Ed. Dagon Press, Pineto (TE), Settembre 2026 [Gennaio 2021], pagg. 7-28. Articolo/Saggio letterario. Con illustrazioni b/n.

Dal sito dell’Editore:

https://dagonpress.substack.com/p/weird-files-by-dagon-press-29c

FIGLIE DELL’OMBRA

Storie classiche di Vampire (1869-1940)

C’è un’ombra dalle curiose fattezze femminili che attraversa la storia della letteratura fantastica, un’ombra nera che si allunga, si trasforma, muta pelle e sembianze ma non smette mai di sedurre e spaventare: è l’ombra della Vampira, creatura ancestrale che da sempre infesta le pagine della narrativa di genere. FIGLIE DELL’OMBRAa cura di Pietro Guarriello, nasce per documentare questa magnetica presenza oscura, riportando alla luce diciannove racconti classici che attraversano oltre settant’anni di narrativa dell’orrore, dal 1869 al 1940, dai primi gotici vittoriani fino al crepuscolo dell’era dei pulp. È un’antologia che non ha precedenti, né in Italia né altrove: la quasi totalità dei testi qui raccolti è infatti inedita nella nostra lingua, e molte di queste storie non sono mai state ripubblicate in nessuna antologia, italiana o straniera, da quando apparvero originariamente su rare riviste, giornali o volumi ormai introvabili.

Il viaggio si apre con La Vampira di St. Cross di G.J. Whyte-Melville, datato 1869, un testo che precede di quasi trent’anni il Dracula e che testimonia quanto profondamente la figura della donna-vampiro fosse già radicata nell’immaginario britannico prima ancora che Stoker ne codificasse il mito moderno.

Da qui il percorso si dirama in mille direzioni geografiche e stilistiche, componendo un mosaico di rara ricchezza. Tra le storie più preziose, autentiche gemme ritrovate dopo decenni di oblio, spicca La Principessa nella Bara di Svend Grundtvig (1884), voce classica della tradizione danese, capace di fondere il folklore nordico con l’orrore gotico più cupo. Non meno sorprendente e raro è La Regina dei Pipistrelli di J.-Irénée Avias (1890), testimonianza del filone francese del fantastico, che qui torna a vivere in una veste editoriale degna della sua rarità. A questi primi esempi della vampire-woman si affianca La Bella Abigail di Paul Heyse (1893), firmata da un autore tedesco Premio Nobel per la Letteratura, la cui incursione nel fantastico vampiresco resta ancora oggi una delle pagine meno conosciute della sua produzione. Questa archeologia letteraria vede anche la riscoperta di La Bevitrice di Vite di René Émery (1896), racconto del grand-guignol francese di rara potenza visionaria.

Ma il percorso narrativo, anche profusamente illustrato grazie alla cura grafica di Laura Pratesi, continua con altre rarità riscoperte e mai prima d’oggi ristampate, autentici tesori sepolti negli archivi della letteratura popolare. Nostra Signora dalle Labbra Rosse di Aimée Crocker Gouraud (1910) porta la firma di una delle figure più eccentriche e affascinanti della sua epoca, ereditiera e viaggiatrice, la cui narrativa esotica e decadente meritava da tempo una nuova attenzione. Il Signor Cadavere e la Signorina Vampiro di Antonio de Hoyos y Vinent (1919) è invece uno scorcio prezioso sulla letteratura fantastica spagnola d’inizio Novecento, spesso trascurata dagli studi del genere. Dal Perù arrivano Le Vampire di Clemente Palma (1913), figlio del celebre scrittore Ricardo Palma e figura di primo piano del modernismo latinoamericano, qui presente con un racconto che intreccia decadentismo europeo e sensibilità sudamericana. E ancora La Signora di Rosemount di Sir Thomas Graham Jackson (1919), firmato da un celebre architetto britannico che si dedicò occasionalmente anche alla narrativa dell’orrore, sulla scia del grande M.R. James a cui si ispirava.

Non mancano, infine, le voci dell’età d’oro dei pulp-magazine americani, quel periodo compreso fra le due guerre in cui la figura della vampira viene riletta e riattualizzata con toni nuovi, spesso più esplicitamente erotici o avventurosi. La Mia Strana Avventura con una Vampira di W. Adolphe Roberts (1929) e Il Castello Nero di Marion Brandon (1931) rappresentano perfettamente questa stagione, in cui l’eredità gotica ottocentesca si fonde con il gusto sensazionalistico e immediato della narrativa pulp, aggiornando il mito vampiresco senza trascurare la sua carica simbolica originaria.

Ognuno dei racconti presenta come appendice una estesa nota critica in cui si dà conto della biografia dell’autore, spesso ricostruita con difficoltà dalle poche fonti disponibili, per offrire un contesto adeguato ai racconti.

Ad accompagnare questo straordinario corpus narrativo (ricordiamo che sono in tutto 19 racconti) c’è anche un’introduzione firmata da Francesco Brandoli, autorevole studioso di vampiri e creature della notte, che ripercorre l’intera parabola storica del vampirismo letterario, dedicando un’attenzione particolare alla figura della donna-vampiro come archetipo autonomo, spesso frainteso o ridotto a variante minore del vampiro maschile, ma in realtà portatore di una propria, distintissima genealogia simbolica e culturale.

FIGLIE DELL’OMBRA nasce da un lavoro di scavo bibliografico paziente e certosino, condotto attraverso archivi, riviste rare e fonti dimenticate, con l’obiettivo di restituire ai lettori italiani un patrimonio narrativo finora quasi del tutto sommerso. L’edizione, pensata per intenditori e collezionisti, è realizzata con materiali di pregio: copertina in Tintoretto Gesso delle Cartiere Fedrigoni e carta avoriata negli interni, per un oggetto che unisce rigore filologico e ricercatezza artigianale. La tiratura è limitata a sole 200 copie, il che rende questo volume un’autentica perla per bibliofili, cultori della narrativa fantastica e vampirologi.

Un volume prezioso, dunque, che può essere richiesto esclusivamente scrivendo a studilovecraft@yahoo.it.

Per gli appassionati di letteratura gotica, di vampirismo e di narrativa fantastica dimenticata, FIGLIE DELL’OMBRA rappresenta un’occasione più unica che rara: un’antologia che restituisce dignità storica e critica a un intero filone sommerso della letteratura dell’orrore, dando finalmente voce, dopo oltre un secolo di silenzio, a queste inquietanti e seducenti creature… le Figlie dell’Ombra.

Il libro è in stampa ed è già possibile preordinarlo.

Gli ordini ricevuti saranno evasi entro settembre.
Il libro resterà disponibile fino a esaurimento copie.

Per ordini, richieste o informazioni, scrivere a:

studilovecraft@yahoo.it